Come creare una newsletter che vende davvero con Mailchimp, partendo da zero

Biz Academy Team

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Mailchimp è una delle piattaforme di email marketing più conosciute al mondo: ti permette di raccogliere contatti, creare newsletter dal design curato e inviarle in modo automatico, anche senza competenze tecniche. In pratica trasformi una semplice lista di indirizzi email in un canale diretto per parlare alle persone che ti seguono, vendere i tuoi prodotti o promuovere i tuoi servizi. Se hai un’attività online, un blog o un piccolo brand personale, imparare a usare Mailchimp è uno dei modi più concreti per costruire una relazione duratura con il tuo pubblico, senza dipendere solo dagli algoritmi dei social.

Cos’è Mailchimp e a chi serve davvero

Mailchimp nasce nel 2001 come servizio per inviare email professionali alle aziende, ed è cresciuto fino a diventare una piattaforma di marketing completa. Oggi non è più solo uno strumento per spedire newsletter: include landing page, moduli di iscrizione, automazioni, report dettagliati e funzioni di analisi del pubblico. Il cuore resta però l’email marketing, cioè la possibilità di comunicare via posta elettronica con le persone che hanno scelto di lasciarti il loro contatto.

La domanda che molte persone si pongono è semplice: a chi serve davvero uno strumento come questo? La risposta è più ampia di quanto si pensi. Mailchimp è utile a chi gestisce un negozio online e vuole avvisare i clienti di nuovi arrivi o promozioni; a chi ha un blog e desidera fidelizzare i lettori con una newsletter periodica; a chi offre consulenze, corsi o servizi e vuole restare in contatto con i potenziali clienti; e a chi sta costruendo un brand personale e ha bisogno di un canale diretto, non filtrato dai social network.

Il vantaggio principale rispetto ai social è proprio questo: la tua lista di contatti è tua. Se domani un’app cambia le regole o riduce la visibilità dei tuoi post, la tua mailing list continua a funzionare. È un patrimonio che cresce nel tempo e che ti permette di raggiungere le persone giuste nel momento giusto. Per questo l’email resta uno dei canali con il miglior ritorno sull’investimento in assoluto, spesso più efficace dei contenuti organici sulle piattaforme social.

Va detto con onestà: Mailchimp non è l’unica opzione sul mercato, e negli ultimi anni la sua versione gratuita è diventata più limitata. Resta però un ottimo punto di partenza per capire come funziona l’email marketing, grazie a un’interfaccia intuitiva e a una grande quantità di materiali di supporto. Se vuoi approfondire il quadro generale prima di tuffarti nello strumento, può esserti utile leggere la nostra guida dedicata all’email marketing, che spiega strategia e principi di base.

Mailchimp come funziona: la logica di base

Prima di mettere le mani sulla piattaforma, è utile capire la logica che c’è sotto. In Mailchimp tutto ruota attorno a tre elementi: il pubblico (chiamato anche audience), cioè l’insieme dei tuoi contatti; le campagne, ovvero le email che invii; e le automazioni, cioè i messaggi che partono da soli quando si verifica una determinata condizione.

Immagina la tua audience come una rubrica intelligente: ogni contatto ha un indirizzo email, ma può avere anche un nome, una data di iscrizione, dei tag che lo descrivono (per esempio “cliente”, “potenziale cliente”, “interessato ai corsi”) e altre informazioni che ti aiutano a inviare il messaggio giusto alla persona giusta. Più curi questi dati, più le tue email saranno mirate ed efficaci.

Le campagne sono i messaggi che decidi di inviare manualmente: la newsletter del mese, l’annuncio di un nuovo prodotto, gli auguri per le feste. Le automazioni invece lavorano per te in background: per esempio l’email di benvenuto che arriva automaticamente a chi si iscrive. Capita questa struttura, tutto il resto diventa molto più semplice da seguire.

Come iniziare gratis con Mailchimp

Una delle ragioni della popolarità di questo strumento è la presenza di un piano gratuito. Va detto subito, con trasparenza, che negli ultimi anni il piano Mailchimp gratis è diventato decisamente più contenuto rispetto al passato. Oggi consente di gestire un numero limitato di contatti (intorno alle poche centinaia) e di inviare un tetto massimo di email al mese, con anche un limite giornaliero di invii. Le cifre esatte vengono aggiornate periodicamente dall’azienda, quindi è sempre bene controllarle direttamente sulla pagina dei prezzi prima di iscriversi.

Cosa significa in pratica? Che il piano gratuito è perfetto per chi sta muovendo i primi passi, vuole capire come funziona la piattaforma e ha una lista ancora piccola. Quando la tua audience cresce o quando hai bisogno di funzioni più avanzate, come automazioni complesse, test A/B o la rimozione del logo Mailchimp dalle email, dovrai valutare il passaggio a un piano a pagamento.

Per registrarti la procedura è lineare. Vai sul sito ufficiale, clicca su “Iscriviti gratis” e inserisci email, nome utente e password. Riceverai un messaggio di conferma per verificare il tuo indirizzo: questo passaggio è importante perché Mailchimp tiene molto alla qualità degli account, proprio per evitare abusi e mantenere alta la reputazione del servizio. Dopo la conferma, ti verrà chiesto di completare il profilo con il nome dell’attività e un indirizzo fisico.

Quell’indirizzo fisico, che spesso sorprende chi inizia, non è un capriccio burocratico: la legge sull’antispam in molti Paesi richiede che ogni email commerciale contenga un recapito reale del mittente. Se non hai una sede aziendale, puoi usare l’indirizzo della tua attività individuale o una casella postale. È un requisito normativo, non un’opzione, quindi mettilo in conto fin da subito.

Creare e gestire una lista di contatti

La tua lista di contatti è il vero tesoro di tutta l’operazione. In Mailchimp viene chiamata “audience” o “pubblico”, e nel piano base ne hai a disposizione una sola. All’inizio può sembrare poco, ma per la maggior parte delle piccole attività un’unica audience ben organizzata è più che sufficiente: la segmentazione si fa con i tag, non creando liste separate.

Ci sono diversi modi per popolare la tua lista. Il primo, e il più importante da capire, è che non puoi semplicemente caricare contatti raccolti senza consenso. L’email marketing fatto bene parte sempre dal permesso: le persone devono aver scelto di ricevere le tue comunicazioni. Caricare elenchi comprati o indirizzi presi qua e là non solo viola le regole della piattaforma, ma rovina la tua reputazione di mittente e ti fa finire dritto nello spam.

I modi corretti per costruire la lista sono essenzialmente tre. Il primo è importare contatti che già ti hanno dato il consenso, per esempio i clienti del tuo negozio che hanno acconsentito a ricevere comunicazioni. Mailchimp permette di caricare un file CSV o di copiare e incollare gli indirizzi, abbinando ogni colonna al campo giusto (email, nome, e così via).

Il secondo modo, e il più sano sul lungo periodo, è far iscrivere le persone tramite un modulo. Mailchimp ti fornisce un modulo di iscrizione pronto all’uso, con un link che puoi condividere ovunque: nella bio dei social, in una storia, in un messaggio. Il terzo modo è integrare il modulo direttamente nel tuo sito o blog, così che chi visita le tue pagine possa lasciare la propria email in cambio di qualcosa di valore.

Proprio su questo punto si gioca gran parte del successo: per convincere qualcuno a lasciarti l’email serve un buon motivo, quello che in gergo si chiama “lead magnet”. Può essere uno sconto di benvenuto, una guida gratuita in PDF, un mini corso via email, un modello da scaricare. Più è rilevante per il tuo pubblico, più cresce la lista. Se vuoi creare grafiche accattivanti per i tuoi moduli e i tuoi lead magnet, puoi appoggiarti a uno strumento come Canva, che si integra bene con questo tipo di flusso di lavoro.

Organizzare i contatti con tag e segmenti

Una volta che hai dei contatti, il passo successivo è organizzarli. I tag sono delle etichette che applichi alle persone in base a caratteristiche o comportamenti: per esempio puoi taggare chi ha comprato un certo prodotto, chi si è iscritto da un evento specifico, chi è interessato a un argomento. I segmenti invece sono filtri dinamici che raggruppano i contatti in base a regole, come “tutti quelli che hanno aperto le ultime tre email” oppure “chi si è iscritto nell’ultimo mese”.

Perché tutto questo conta? Perché inviare la stessa email a tutti è quasi sempre meno efficace che parlare a gruppi specifici. Una persona che ha appena comprato non ha bisogno dello stesso messaggio di chi non compra da sei mesi. La segmentazione, anche in forma semplice, è ciò che separa una newsletter dimenticabile da una comunicazione che le persone aspettano con piacere.

Creare la tua prima campagna passo dopo passo

Eccoci al momento più atteso: creare newsletter e inviarla. In Mailchimp una newsletter o una promozione è una “campagna”. Vediamo i passaggi nel dettaglio, così potrai seguirli mentre lavori.

Per prima cosa, dalla dashboard scegli di creare una nuova campagna email, di tipo “regolare” (quella classica che invii alla tua lista). Ti verrà chiesto di darle un nome interno: serve solo a te per ritrovarla, quindi scegli qualcosa di chiaro come “Newsletter di benvenuto” o “Promo primaverile”. Questo nome non è visibile a chi riceve l’email.

Il secondo passo è scegliere i destinatari. Qui selezioni la tua audience e, se vuoi, applichi un segmento per inviare solo a un gruppo specifico. È buona norma fermarsi un attimo a riflettere: a chi serve davvero questo messaggio? Inviare a tutta la lista quando il contenuto interessa solo a una parte è uno spreco che fa abbassare i tassi di apertura e aumenta le disiscrizioni.

Il terzo passo riguarda il mittente: il nome e l’indirizzo email da cui parte il messaggio. Usa un nome riconoscibile, idealmente quello del tuo brand o il tuo nome se il tuo è un progetto personale. Le persone aprono le email dei mittenti di cui si fidano, quindi la coerenza qui è fondamentale. Evita indirizzi anonimi del tipo “noreply”: comunicano distanza e scoraggiano le risposte.

L’oggetto: il dettaglio che decide tutto

Il quarto passo è l’oggetto dell’email, e qui si gioca buona parte della partita. L’oggetto è la prima cosa che le persone vedono nella casella di posta, e decide se apriranno il messaggio oppure no. Un buon oggetto è chiaro, breve, incuriosisce senza ingannare. Evita le promesse esagerate e le parole che attivano i filtri antispam, come una sequenza di punti esclamativi o termini come “gratis gratis gratis” scritti in maiuscolo.

Accanto all’oggetto trovi un campo spesso trascurato: il testo di anteprima, cioè quella riga che compare subito dopo l’oggetto in molti client di posta. Usalo per aggiungere un’informazione che completa l’oggetto e dà un motivo in più per aprire. Insieme, oggetto e anteprima sono il tuo biglietto da visita: curali con la stessa attenzione che dedicheresti al titolo di un articolo.

Comporre il contenuto con l’editor

Il quinto passo è la creazione vera e propria del messaggio. Mailchimp offre un editor a blocchi con trascinamento, molto simile nella logica a quello di tanti costruttori di pagine: trascini gli elementi (testo, immagine, pulsante, divisore) e li componi come preferisci. Puoi partire da un modello già pronto oppure da una struttura vuota. Per chi inizia, conviene scegliere un layout semplice: una sola colonna, poche immagini, testo leggibile.

Qualche regola pratica per il contenuto. Scrivi come parleresti a una persona, non a una folla: il tono diretto funziona molto meglio del linguaggio aziendale freddo. Metti l’informazione più importante in alto, perché non tutti scorreranno fino in fondo. Includi un solo invito all’azione principale (il famoso “call to action”), per esempio un pulsante che porta al tuo prodotto o al tuo articolo. Troppi link e troppi inviti diversi confondono e riducono i clic.

Non dimenticare le immagini: alleggeriscono il testo e rendono la lettura più piacevole, ma non esagerare con il peso, altrimenti l’email si carica lentamente. E ricordati sempre del piè di pagina con i tuoi dati e il link di disiscrizione, che Mailchimp inserisce automaticamente e che per legge deve esserci. Anzi, vederlo è un segnale di trasparenza che rassicura chi legge.

Anteprima, test e invio

Prima di premere il pulsante finale, fai sempre un test. Mailchimp ti permette di inviare un’email di prova a te stesso o a un collega: apri quel messaggio sia da computer sia da smartphone, perché la maggior parte delle persone legge le email dal telefono. Controlla che le immagini si vedano, che i link funzionino, che non ci siano errori di battitura. Una svista in una newsletter inviata a centinaia di persone è difficile da recuperare.

Quando tutto è a posto, hai due scelte: inviare subito oppure programmare l’invio per un orario preciso. La programmazione è comoda perché ti permette di scegliere il momento in cui il tuo pubblico è più ricettivo. Non esiste un’ora magica valida per tutti: dipende dalle abitudini delle tue persone, e lo scoprirai osservando i report nel tempo. A questo punto, dai l’ultima occhiata al riepilogo e conferma. Congratulazioni: hai inviato la tua prima campagna.

Le automazioni di base: lasciare che Mailchimp lavori per te

Una volta presa confidenza con le campagne manuali, il passo successivo sono le automazioni. Si tratta di email che partono da sole quando si verifica un evento, senza che tu debba fare nulla ogni volta. È qui che l’email marketing diventa davvero potente, perché lavora per te anche mentre dormi.

L’automazione più importante in assoluto è l’email di benvenuto. Quando qualcuno si iscrive alla tua lista, è il momento in cui è più interessato a te: ha appena deciso di darti il suo contatto. Un’email di benvenuto inviata subito, calorosa e utile, parte con il piede giusto la relazione. In quel messaggio puoi presentarti, spiegare cosa riceveranno e ogni quanto, e magari consegnare il lead magnet che hai promesso. È un piccolo gesto che fa una grande differenza nei tassi di apertura futuri.

Da qui in poi le possibilità si moltiplicano. Puoi creare una serie di email educative che accompagnano i nuovi iscritti per qualche giorno (la cosiddetta sequenza di onboarding), oppure un’email automatica per il compleanno dei tuoi clienti, o ancora un promemoria per chi ha lasciato qualcosa nel carrello del tuo negozio online. Va detto che molte automazioni avanzate richiedono un piano a pagamento, mentre le funzioni base sono spesso più limitate nel piano gratuito: anche qui, controlla cosa è incluso nel tuo livello.

Il consiglio è di non voler automatizzare tutto subito. Parti dall’email di benvenuto, falla funzionare bene, e solo dopo aggiungi un pezzo alla volta. Un sistema semplice che funziona vale più di un castello di automazioni complicate che non riesci a mantenere. E se l’email è solo uno dei canali con cui parli al tuo pubblico, ricorda che puoi integrarla con altri strumenti come WhatsApp Business per una comunicazione più diretta e immediata.

Come non finire nello spam e migliorare le aperture

Puoi scrivere la newsletter più bella del mondo, ma se finisce nella cartella spam non la leggerà nessuno. La consegna delle email, in gergo “deliverability”, dipende da una serie di fattori che vale la pena conoscere. La buona notizia è che la maggior parte sono sotto il tuo controllo.

Il primo fattore è la qualità della lista. Inviare solo a persone che ti hanno dato il consenso e che aprono le tue email tiene alta la tua reputazione di mittente. Al contrario, scrivere a indirizzi inattivi o errati fa scattare i filtri antispam. Per questo è sano “pulire” periodicamente la lista, rimuovendo o riattivando chi non apre da molto tempo. Una lista più piccola ma attiva vale più di una grande e silenziosa.

Il secondo fattore riguarda il contenuto. Alcune parole e formattazioni allarmano i filtri: l’abuso di maiuscole, troppi punti esclamativi, link sospetti, email fatte solo di un’immagine senza testo. Mantieni un buon equilibrio tra testo e immagini, scrivi in modo naturale ed evita le tecniche aggressive da “vendita a tutti i costi”. Lo spam, in fondo, è proprio la posta indesiderata e non richiesta, ed è qualcosa che ogni provider cerca attivamente di bloccare per proteggere gli utenti.

Il terzo fattore, più tecnico, è l’autenticazione del dominio. Se hai un tuo dominio (per esempio “tuonome.it”) e usi un indirizzo come “[email protected]” per inviare, Mailchimp ti guida nel configurare alcune impostazioni tecniche che dicono ai provider che le email sono legittime. Non spaventarti: la piattaforma fornisce istruzioni passo passo e, anche se richiede una mezz’ora di lavoro iniziale, migliora sensibilmente la consegna. Usare un dominio proprio anziché un indirizzo gmail o simili è uno dei modi più efficaci per essere presi sul serio.

Per migliorare le aperture, infine, lavora su tre leve: un oggetto curato, una frequenza di invio costante ma non eccessiva, e contenuti che mantengono le promesse. Se prometti consigli utili, dai consigli utili. La fiducia si costruisce email dopo email, e quando le persone imparano che le tue comunicazioni valgono il loro tempo, aprono di più. Osserva i report di Mailchimp per capire quali messaggi funzionano meglio e replica ciò che dà risultati.

Mailchimp e le alternative: un confronto onesto

Mailchimp è un ottimo strumento, ma non è l’unico, ed è giusto saperlo. Negli ultimi anni il suo piano gratuito si è ridotto parecchio, spingendo molte persone a guardarsi intorno. Ecco un quadro sintetico delle principali alternative, senza pretesa di completezza.

MailerLite è spesso citata come l’alternativa più amata da chi inizia: interfaccia pulita, piano gratuito generoso (storicamente fino a un migliaio di iscritti) e automazioni accessibili. Brevo, ex Sendinblue, ragiona invece in termini di email inviate al giorno anziché di numero di contatti, il che la rende interessante per chi ha liste grandi ma invia poco di frequente; include anche funzioni di CRM. GetResponse è una piattaforma più completa, con costruttore di landing page, webinar e funzioni di marketing più ampie.

Come scegliere, allora? Se vuoi imparare le basi con uno strumento famoso e ben documentato, Mailchimp resta una scelta valida. Se la priorità è un piano gratuito più ampio e una curva di apprendimento dolce, vale la pena provare MailerLite o Brevo. La verità è che non esiste lo strumento perfetto in assoluto: esiste quello giusto per le tue esigenze, la tua lista e il tuo budget. Molte funzioni si assomigliano, quindi spesso conta più la tua costanza nell’usare lo strumento che lo strumento stesso.

Un altro elemento da considerare è l’ecosistema. Se vendi prodotti o servizi e incassi pagamenti online, ti tornerà utile collegare l’email marketing con strumenti come Stripe per i pagamenti, in modo da costruire un flusso completo dalla prima email alla vendita. Pensare al sistema nel suo insieme, e non a un singolo strumento isolato, è ciò che fa davvero la differenza.

Gli errori da evitare quando inizi

Chi parte con l’email marketing tende a commettere alcuni errori ricorrenti. Conoscerli in anticipo ti fa risparmiare tempo e frustrazione.

Il primo errore è raccogliere contatti senza un vero consenso, magari aggiungendo persone alla lista solo perché ti hanno scritto una volta o perché hai il loro biglietto da visita. Oltre a essere scorretto, è controproducente: chi non si aspetta le tue email le segnala come spam, e tu ci rimetti in reputazione. Parti sempre dal permesso esplicito.

Il secondo errore è inviare troppo poco o in modo irregolare. Costruisci una lista, mandi una email, poi sparisci per mesi. Quando torni, le persone non si ricordano più chi sei e si disiscrivono. Meglio una frequenza sostenibile e costante, anche modesta, che picchi sporadici seguiti dal silenzio. La regolarità costruisce abitudine e fiducia.

Il terzo errore è pensare solo a vendere. Una lista non è un bancomat: se ogni email è una richiesta di comprare, le persone si stancano in fretta. Alterna contenuti utili, storie, consigli gratuiti a quelli promozionali. La regola del dare prima di chiedere vale moltissimo nell’email marketing.

Il quarto errore è ignorare i dati. Mailchimp ti mostra quante persone aprono, cliccano, si disiscrivono. Quei numeri sono una miniera di informazioni: ti dicono quali oggetti funzionano, quali contenuti interessano, a che ora conviene inviare. Chi non guarda i report continua a sbagliare le stesse cose. Dedicare anche solo cinque minuti dopo ogni invio per leggere i risultati è un’abitudine che ripaga.

Il quinto errore, infine, è dimenticare lo smartphone. Una grande fetta delle email viene letta dal telefono, eppure tante persone progettano le loro newsletter solo guardando lo schermo del computer. Controlla sempre come appare il messaggio su mobile: testo leggibile, pulsanti grandi abbastanza da toccare con il dito, immagini che si adattano. Un’email che funziona sul telefono funziona ovunque.

Se gestisci anche profili social per la tua attività, ricorda che email e social si rafforzano a vicenda: puoi invitare i tuoi follower a iscriversi alla newsletter e usare l’email per portare traffico ai tuoi contenuti. Un buon punto di partenza per coordinare i canali è la nostra guida su Instagram per le aziende, utile per chi costruisce il proprio pubblico anche fuori dalla casella di posta.

Domande frequenti

Mailchimp è davvero gratuito?

Sì, esiste un piano gratuito, ma negli ultimi anni è diventato più limitato: consente un numero ridotto di contatti e un tetto di invii mensili, con anche un limite giornaliero. È adatto per iniziare e capire come funziona la piattaforma. Quando la lista cresce o servono funzioni avanzate, occorre passare a un piano a pagamento. Controlla sempre i limiti aggiornati sulla pagina ufficiale dei prezzi.

Posso caricare una lista di contatti che già possiedo?

Puoi importare contatti solo se ti hanno dato il consenso a ricevere comunicazioni. Caricare indirizzi comprati o raccolti senza permesso viola le regole della piattaforma, danneggia la tua reputazione di mittente e ti fa finire nello spam. L’email marketing efficace parte sempre dal consenso esplicito delle persone.

Quanto tempo serve per creare la prima newsletter?

Una volta che hai i contatti, creare e inviare una newsletter semplice richiede in genere meno di un’ora. L’editor a trascinamento rende il processo intuitivo anche per chi non ha competenze tecniche. Il tempo si riduce ulteriormente quando prendi confidenza e quando salvi un modello da riutilizzare.

Come evito che le mie email finiscano nello spam?

Invia solo a chi ti ha dato il consenso, mantieni la lista pulita rimuovendo gli inattivi, scrivi in modo naturale evitando maiuscole e punti esclamativi eccessivi, e configura l’autenticazione del dominio se usi un indirizzo professionale. Un buon equilibrio tra testo e immagini e una frequenza costante aiutano molto la consegna.

Mailchimp va bene per un piccolo negozio online?

Sì, è una scelta valida. Permette di avvisare i clienti di nuovi arrivi e promozioni, di inviare email di benvenuto automatiche e di recuperare i carrelli abbandonati con le funzioni di automazione, anche se alcune di queste richiedono un piano a pagamento. Per chi inizia con una lista piccola, il piano gratuito può bastare per i primi test.

Meglio Mailchimp o un’alternativa?

Dipende dalle tue esigenze. Mailchimp è famoso, ben documentato e ottimo per imparare. Alternative come MailerLite o Brevo offrono spesso piani gratuiti più generosi e curve di apprendimento dolci. Non esiste lo strumento perfetto in assoluto: conta più la tua costanza nell’usarlo che il nome sulla piattaforma. Per approfondire il tema puoi consultare la voce di posta elettronica su Wikipedia.

In sintesi, Mailchimp resta un modo accessibile e completo per muovere i primi passi nell’email marketing. Parti dal piano gratuito, costruisci una lista basata sul consenso, cura l’email di benvenuto e osserva i dati: con un po’ di costanza, la tua casella di posta diventerà uno dei canali più preziosi per far crescere la tua attività.

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