Tutti la usavano, nessuno sapeva cosa fosse: LongCat 2.0, l’AI gratuita che ha superato GPT-5.5 in incognito

Luigi Simoncini

Donna al laptop di sera prova LongCat 2.0, il modello AI open source, su un tavolo di vetro con luci della città sullo sfondo
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LongCat 2.0 è il nome vero del modello di intelligenza artificiale che per settimane ha scalato le classifiche mondiali di utilizzo nascosto dietro un’identità fittizia, e la sua storia sembra uscita da un romanzo di spionaggio tecnologico. Migliaia di sviluppatori in tutto il mondo lo avevano già adottato nei loro progetti, lo consigliavano nei forum, lo mettevano alla prova su compiti di programmazione complessi. Nessuno di loro sapeva chi lo avesse creato. Sulla piattaforma OpenRouter compariva con un nome in codice, Owl Alpha, senza logo, senza azienda dietro, senza comunicati stampa. Poi, a fine giugno 2026, il colpo di scena: dietro quel modello anonimo c’è Meituan, il colosso cinese delle consegne a domicilio, che lo ha rilasciato in open source con licenza MIT. E i numeri dicono una cosa sola: su alcuni test di riferimento questo modello supera GPT-5.5.

Se gestisci un’attività online, crei contenuti o stai valutando quale AI adottare per il tuo lavoro, questa vicenda ti riguarda molto più di quanto pensi. Non si tratta dell’ennesimo annuncio roboante: qui parliamo di uno strumento che ha conquistato la fiducia degli utenti prima di rivelare la propria identità, ribaltando ogni logica di marketing. In questo articolo trovi la storia completa, i dati verificati, il confronto con i modelli che già conosci e la procedura concreta per provarlo senza tirare fuori un euro.

Owl Alpha, il modello fantasma che dominava le classifiche

Partiamo dall’inizio. OpenRouter è una piattaforma che permette agli sviluppatori di accedere a centinaia di modelli AI attraverso un’unica interfaccia: una specie di grande supermercato dell’intelligenza artificiale, dove puoi scegliere il modello più adatto a ogni compito. Da qualche tempo, tra i modelli disponibili, ne era comparso uno senza etichetta: Owl Alpha, appunto. Niente scheda tecnica dettagliata, niente azienda dichiarata.

Quello che è successo dopo ha dell’incredibile. Gli sviluppatori hanno iniziato a testarlo basandosi solo sulla qualità delle risposte e, settimana dopo settimana, Owl Alpha è salito in cima alle classifiche di utilizzo della piattaforma. Le persone lo sceglievano per merito puro, senza sapere nulla della sua provenienza. Un successo costruito alla cieca, sulla sola forza dei risultati.

La strategia era voluta: Meituan cercava feedback reali su carichi di lavoro di produzione, prima di esporsi con l’attribuzione pubblica e i rischi reputazionali che, nel clima geopolitico attuale, accompagnano qualsiasi modello di provenienza cinese.

Il 29 giugno 2026 la maschera è caduta: Meituan ha pubblicato LongCat 2.0 su GitHub e Hugging Face, rivelando che Owl Alpha e LongCat 2.0 erano la stessa cosa. La reazione della community è stata a doppio effetto. Chi lo usava già si è ritrovato con la conferma di aver puntato sul cavallo giusto. Chi aveva scartato a priori i modelli open source cinesi per diffidenza geopolitica ha scoperto di averne già utilizzato uno con soddisfazione, magari per mesi. Un cortocircuito mentale che ha generato una seconda ondata di interesse ancora più forte della prima.

LongCat 2.0 in numeri: cosa c’è sotto il cofano

Passiamo ai dati concreti, perché è qui che LongCat 2.0 si gioca la credibilità. Il modello adotta un’architettura Mixture of Experts, la stessa filosofia progettuale che trovi nei modelli di punta più recenti: invece di attivare tutti i parametri a ogni richiesta, il sistema seleziona di volta in volta solo gli “esperti” interni necessari a rispondere. Il risultato è un gigante da 1.600 miliardi di parametri totali che però ne attiva in media solo 48 miliardi per ogni token elaborato, con un intervallo dinamico che va da 33 a 56 miliardi a seconda della complessità della domanda.

Tradotto in linguaggio pratico: hai la potenza di un modello enorme con i costi di gestione di uno molto più piccolo. A questo si aggiunge una finestra di contesto nativa da 1 milione di token, che significa poter caricare interi progetti, manuali completi o mesi di documentazione in un’unica conversazione senza perdere il filo.

Ecco le caratteristiche principali riassunte:

  • Parametri totali: 1.600 miliardi (1,6 trilioni), tra i più grandi mai rilasciati in open source
  • Parametri attivi per token: 48 miliardi in media, con attivazione dinamica da 33 a 56 miliardi
  • Finestra di contesto: 1 milione di token nativi, senza estensioni artificiali
  • Licenza: MIT, la più permissiva in circolazione, uso commerciale incluso
  • Addestramento: cluster di oltre 50.000 chip ASIC di produzione cinese, senza GPU Nvidia

Quest’ultimo punto merita un approfondimento a parte, perché racconta una storia dentro la storia. Ma prima, il confronto che tutti aspettano.

LongCat 2.0 contro GPT-5.5: il sorpasso che nessuno aveva previsto

I benchmark vanno sempre presi con le pinze, però restano il metro più oggettivo che abbiamo per confrontare modelli diversi. E sui test dedicati alla programmazione agentica, quella dove l’AI lavora in autonomia su compiti reali di sviluppo software, LongCat 2.0 ha fatto registrare un risultato che ha fatto rumore: 59,5% su SWE-Bench Pro, contro il 58,6% di GPT-5.5. Un sorpasso di misura, certo, ma un sorpasso: un modello gratuito e open source che scavalca il prodotto di punta di OpenAI su uno dei test più rispettati del settore.

Su Terminal-Bench, che misura la capacità di operare da riga di comando come farebbe uno sviluppatore vero, il punteggio è del 70,8%. Ecco la situazione in tabella:

Caratteristica LongCat 2.0 GPT-5.5
SWE-Bench Pro (coding agentico) 59,5% 58,6%
Terminal-Bench 70,8% non dichiarato
Costo per l’utente Gratuito (open source, MIT) Circa 15 dollari per milione di token in output
Finestra di contesto 1 milione di token Inferiore
Pesi del modello Pubblici (rilascio su Hugging Face e GitHub) Chiusi e proprietari
Personalizzazione Totale: fine tuning e redistribuzione liberi Limitata alle API ufficiali

Una precisazione doverosa, in nome della trasparenza: i punteggi arrivano dai test pubblicati al momento del rilascio e alcune fonti segnalano che il caricamento completo dei pesi sulle piattaforme pubbliche stava avvenendo in modo graduale nei giorni successivi all’annuncio. I dati vanno quindi letti come dichiarazioni verificate dai principali osservatori del settore, in attesa che le conferme indipendenti si consolidino del tutto.

Il confronto con GPT-5.5 non è l’unico interessante. Nel panorama attuale ci sono alternative agguerrite su ogni fascia: se vuoi capire come si posizionano i modelli a pagamento più recenti, dai un’occhiata alla nostra analisi su Claude Sonnet 5 e il suo rapporto tra prezzo e prestazioni, che gioca proprio sulla convenienza. La differenza sostanziale resta una: LongCat 2.0 non ti chiede un abbonamento.

La licenza MIT e il regalo che non ti aspetti

Qui arriva la parte che interessa chiunque abbia un progetto digitale. Meituan ha rilasciato il modello sotto licenza MIT, la formula giuridica più permissiva esistente nel mondo del software. Cosa significa in concreto per te?

Significa che puoi usare LongCat 2.0 per qualsiasi scopo commerciale, modificarlo, integrarlo in un tuo prodotto a codice chiuso, rivenderlo dentro un servizio tuo, addestrarlo sui tuoi dati aziendali. Tutto senza pagare royalty, senza restrizioni territoriali, senza clausole nascoste che limitano l’uso sopra una certa soglia di fatturato (una condizione che invece compare in altre licenze “quasi open” molto diffuse nel settore AI).

Nessuna restrizione regionale, nessun divieto d’uso, piena libertà di modifica e redistribuzione: la licenza MIT trasforma un modello di frontiera in un bene comune digitale.

Per farti capire la portata della cosa: fino a pochi anni fa una tecnologia di questo livello restava chiusa nei laboratori di due o tre aziende americane, accessibile solo a pagamento e alle loro condizioni. Oggi chiunque, dalla freelance che gestisce clienti da casa alla software house con venti dipendenti, può scaricare gli stessi strumenti e costruirci sopra. La partita non si gioca più sul “chi ha accesso alla tecnologia” ma sul “chi la usa meglio”.

Come provare LongCat 2.0 gratis, passo dopo passo

Veniamo alla pratica. Non ti serve un dottorato in informatica per mettere le mani su LongCat 2.0: la strada più semplice passa proprio da OpenRouter, la piattaforma dove il modello ha costruito la sua fama sotto mentite spoglie. Ecco la procedura completa:

  1. Crea un account su OpenRouter: vai su openrouter.ai e registrati con la tua email. La registrazione base non costa nulla.
  2. Cerca il modello: nella sezione dei modelli disponibili, digita “LongCat” nella barra di ricerca. Troverai la versione 2.0 con la scheda tecnica completa.
  3. Aprilo nella chat integrata: OpenRouter offre un’interfaccia di conversazione diretta, simile a quella di ChatGPT, perfetta per i primi esperimenti senza scrivere una riga di codice.
  4. Mettilo alla prova sui tuoi casi reali: caricagli un testo lungo da riassumere, chiedigli di analizzare un preventivo, fagli scrivere una bozza di email commerciale. Solo i tuoi flussi di lavoro veri ti dicono se un modello fa al caso tuo.
  5. Per usi avanzati, valuta l’API: se vuoi collegare il modello a un tuo sito o a un tuo strumento interno, OpenRouter espone chiavi API con costi di utilizzo tra i più bassi del mercato per questa classe di modelli.

Chi ha competenze tecniche più solide può spingersi oltre e scaricare i pesi da Hugging Face per installarlo su server propri. Attenzione però alle dimensioni: un modello da 1,6 trilioni di parametri richiede infrastrutture serie, con più nodi GPU ad alta banda. Per la stragrande maggioranza delle attività, l’accesso via piattaforma resta la scelta sensata: tutta la potenza, zero mal di testa sistemistici.

Cosa ci guadagni tu che lavori online

Facciamo atterrare il discorso sul tuo lavoro quotidiano, perché le sigle e i benchmark contano poco se non si traducono in vantaggi tangibili. Ecco dove un modello come questo può alleggerirti la giornata:

  • Analisi di documenti lunghi: con 1 milione di token di contesto puoi dargli in pasto contratti, bilanci, intere cartelle di documentazione clienti e fargli domande puntuali su tutto il contenuto.
  • Automazioni su misura: le capacità agentiche premiate dai benchmark si prestano a costruire flussi che lavorano da soli: risposte ai clienti, monitoraggio dei preventivi, organizzazione dei dati.
  • Sviluppo e manutenzione del tuo sito: il punto di forza del modello è proprio il codice. Piccole modifiche al tema, script personalizzati, correzioni di errori: compiti che prima richiedevano un tecnico esterno.
  • Riduzione dei costi fissi: ogni funzione che sposti su un modello gratuito è un abbonamento in meno da pagare a fine mese.

Il tema dei costi merita una riflessione in più. Il 2026 sta vedendo una corsa al ribasso senza precedenti: prima i piani gratuiti dei grandi nomi, come abbiamo raccontato analizzando la mossa di Grok gratis e le sue vere convenienze, ora i modelli open source che raggiungono la frontiera. Per te che paghi gli strumenti di tasca tua, questa competizione è una benedizione: i prezzi degli abbonamenti AI sono destinati a scendere, e le alternative gratuite diventano ogni mese più credibili.

Chip cinesi e mosse geopolitiche: il retroscena

C’è un dettaglio tecnico che vale più di mille analisi politiche: LongCat 2.0 è stato addestrato su un cluster di oltre 50.000 chip ASIC di produzione interamente cinese. Nessuna GPU Nvidia, nessun hardware americano soggetto a restrizioni sulle esportazioni. È la prima volta che un modello di questa scala nasce completamente fuori dalla filiera tecnologica statunitense, e Pechino non ha perso l’occasione di presentarlo come prova che il proprio ecosistema di semiconduttori sa camminare da solo.

Perché dovrebbe interessarti? Perché la conseguenza diretta è più concorrenza, e la concorrenza lavora sempre a favore di chi compra. Le restrizioni americane sull’export di chip avevano l’obiettivo di rallentare lo sviluppo AI cinese; il risultato osservabile oggi è che le aziende cinesi hanno accelerato sull’hardware domestico e rispondono rilasciando modelli di frontiera gratuiti e aperti, mentre i laboratori occidentali difendono modelli chiusi a prezzi premium. Nel mezzo ci sei tu, che puoi scegliere tra un ventaglio di opzioni mai così ampio: dai colossi americani, con le loro interfacce raffinate e i loro ecosistemi integrati come il browser ChatGPT Atlas di OpenAI, fino agli open source asiatici che puntano tutto su potenza e gratuità.

LongCat 2.0 si inserisce in una squadra ormai nutrita di modelli aperti di matrice cinese, insieme a GLM-5.2 e DeepSeek V4-Pro, che si stanno ritagliando un ruolo da protagonisti tra sviluppatori e aziende in cerca di capacità elevate senza dipendenze da fornitori americani.

I limiti veri prima di farci affidamento

Un articolo onesto ti dice anche cosa non torna, quindi ecco i punti deboli da mettere sul piatto prima di entusiasmarti.

Primo: la verifica indipendente è ancora in corso. I punteggi dei benchmark arrivano dai materiali di rilascio e dalle prime analisi di settore; serviranno settimane perché la community produca valutazioni terze complete. La storia di Owl Alpha gioca a favore del modello, perché migliaia di persone lo hanno già usato con soddisfazione su carichi reali, ma la prudenza resta d’obbligo sui numeri precisi.

Secondo: l’installazione autonoma è fuori portata per quasi tutti. Se sogni di far girare il modello sul portatile di casa, dimenticalo: la scala richiede infrastrutture da data center. L’accesso passa dalle piattaforme cloud, con tutto quello che ne consegue in termini di dipendenza da un intermediario.

Terzo: il nodo dei dati. Usando il modello via piattaforme terze, le tue conversazioni transitano su server che devi valutare con attenzione, come faresti con qualunque servizio cloud. Se tratti dati sensibili di clienti, leggi le condizioni d’uso della piattaforma che scegli e applica le solite cautele: niente dati personali identificabili nei prompt, anonimizzazione dove possibile.

Quarto: l’italiano andrà messo alla prova. I benchmark citati misurano soprattutto codice e ragionamento tecnico in inglese; sulla nostra lingua i modelli cinesi hanno storicamente margini di miglioramento, anche se le ultime generazioni hanno ridotto parecchio il divario. Il test sui tuoi contenuti reali vale più di ogni classifica.

Tirando le somme: LongCat 2.0 è la dimostrazione più clamorosa dell’anno che il valore di un modello AI si misura sull’uso reale e non sul marketing, e la sua parabola da fantasma delle classifiche a stella dell’open source apre opportunità concrete anche per la tua attività. Provalo su un compito vero, confrontalo con lo strumento che usi oggi e lascia che siano i risultati a decidere: è esattamente il metodo con cui migliaia di sviluppatori lo hanno promosso quando ancora non aveva nemmeno un nome.

Domande frequenti su LongCat 2.0

Cos’è LongCat 2.0?

È un modello di intelligenza artificiale open source sviluppato da Meituan, colosso cinese delle consegne e dei servizi locali, rilasciato a fine giugno 2026 con licenza MIT. Conta 1.600 miliardi di parametri totali e per settimane ha dominato le classifiche di OpenRouter sotto il nome anonimo Owl Alpha.

LongCat 2.0 è davvero gratuito?

Sì: la licenza MIT ne consente uso, modifica e redistribuzione liberi, anche a fini commerciali. L’accesso via piattaforme come OpenRouter può prevedere costi di utilizzo per le API, comunque tra i più bassi della categoria, mentre la chat di prova è accessibile senza spese.

Chi è Meituan e perché ha creato un modello AI?

Meituan è la più grande piattaforma cinese di food delivery e servizi locali, con centinaia di milioni di utenti. Come molti giganti tecnologici asiatici, ha investito in ricerca AI per le proprie operazioni e ha scelto la via open source per guadagnare influenza nella community globale degli sviluppatori.

Cosa era Owl Alpha su OpenRouter?

Owl Alpha era il nome in codice con cui LongCat 2.0 è stato distribuito in forma anonima su OpenRouter. Meituan voleva raccogliere feedback reali basati solo sul merito, senza i pregiudizi legati all’origine cinese del modello. La strategia ha funzionato: il modello ha scalato le classifiche di utilizzo prima della rivelazione.

LongCat 2.0 batte davvero GPT-5.5?

Sul benchmark SWE-Bench Pro, dedicato alla programmazione agentica, ha totalizzato 59,5% contro il 58,6% di GPT-5.5. Si tratta di un vantaggio in un ambito specifico: sul resto delle capacità il confronto è ancora aperto e le verifiche indipendenti sono in corso.

Come posso provare LongCat 2.0 senza competenze tecniche?

La via più semplice è OpenRouter: crei un account gratuito, cerchi il modello e lo usi nella chat integrata, con un’esperienza simile a ChatGPT. Non serve installare nulla né scrivere codice.

Posso installare LongCat 2.0 sul mio computer?

In teoria sì, perché i pesi sono pubblici; in pratica no, perché un modello da 1,6 trilioni di parametri richiede più server con GPU professionali ad alta banda. Per un uso individuale o da piccola impresa, l’accesso via cloud resta l’unica strada realistica.

Cosa significa che è stato addestrato su chip cinesi?

L’addestramento è avvenuto su oltre 50.000 chip ASIC prodotti in Cina, senza hardware Nvidia soggetto a restrizioni americane. È un segnale tecnologico e politico: la filiera cinese dei semiconduttori ha dimostrato di poter sostenere modelli di frontiera in autonomia.

La finestra di contesto da 1 milione di token a cosa serve?

Ti permette di caricare quantità enormi di testo in un’unica conversazione: interi contratti, manuali, archivi di email o progetti software completi. Il modello mantiene il filo su tutto il contenuto e risponde a domande puntuali senza perdere informazioni per strada.

LongCat 2.0 è sicuro per i dati della mia attività?

Il modello in sé è software aperto e ispezionabile, un vantaggio rispetto ai sistemi chiusi. La sicurezza dipende da come lo usi: se passi da piattaforme cloud, valuta le loro condizioni sul trattamento dei dati e non inserire mai informazioni sensibili o identificabili nei prompt, come per qualunque servizio AI.

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