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Creare un Team: Quando è il Momento di Delegare, a Chi e Come Farlo!

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Lavorare per te stessa è stupendo, giusto? 

Dopo tutto, puoi creare un team che lavora per te e sei tu a decidere quanto tempo lavorare. In più, puoi concederti il lusso di focalizzarti solo su ciò che sei davvero brava a fare – e che ami fare – e delegare il resto. Quindi la vita dei tuoi sogni è davvero a un passo da te. 

Il fatto è che non puoi godere di nessuno di questi meravigliosi vantaggi finché la tua attività non arriva al punto di non aver bisogno che le tue dita siano attaccate alla tastiera in ogni momento del giorno… e della notte. 

In altre parole, fino a quando non scegli di creare un team, e riesci a farlo con successo.

Se assomigli un po’ alla Cecilia di qualche tempo fa, probabilmente ti stai chiedendo se sarà mai possibile che questo accada. Be, la Cecilia di oggi, è qui per dimostrarti che Sì, è possibile. 

Ormai da anni mi dedico alla crescita dei miei progetti da ovunque io desideri; in questo preciso momento vedo l’oceano dalla finestra e una spiaggia che fino a qualche tempo fa, potevo vedere solo in fotografia.

La mia giornata è organizzata in modo tale che dalle 15 del pomeriggio in avanti io possa dedicarmi alla mia piccola, allo yoga, alla natura, alla lettura e tutto quello che mi arricchisce dentro.

Sono partita da sola e gradualmente sono riuscita a creare un team di oltre 10 persone, che lavorano da più location, nel mondo. Ho sempre saputo che potevo amplificare il mio impatto senza rinunciare alla mia libertà!

E visto che non esisteva un libretto di istruzioni, ho deciso di crearmelo da sola. Non sto dicendo che puoi creare un business ad alto impatto senza impegno e lavoro! Non è quello che voglio dire. Anzi,  se è questo che stai cercando, già ti dico che hai sbagliato podcast. 

Se però non esiste una bacchetta magica, sicuramente esiste un modo diverso di approcciarsi alla tua attività, che ti consenta di trovare una nuova inaspettata armonia tra lavoro e libertà. 

Ma prima, un piccolo passo indietro...

Che lavoriamo come freelance, dipendenti, collaboratori a progetto, soci o leader, difficilmente lavoriamo da soli e quasi sempre siamo parte di un team.

Creare un team non significa necessariamente essere un gruppo di grandi dimensioni, bastano 2 sole persone per crearne uno, come potrebbero essere tu e un tuo assistente. E se vogliamo estendere il termine in modo meno abituale, un team in senso lato potrebbe essere costituito anche da te e il cliente per cui stai lavorando.

Dopotutto creare un team significa dar vita ad un gruppo di persone che unisce le forze per raggiungere un obiettivo comune. Unire le proprie forze implica comunicare con una certa costanza, inviarsi feedback reciproci, condividere risorse e rispettare una certa tabella di marcia.

Ora se – come abbiamo visto – lavorare da soli richiede già una certa dose di concentrazione e impegno, questo è ancora più vero quando scegliamo di creare un team. Ma non necessariamente deve essere più complicato.

Lavorare in team, come si suol dire, è facile se sai come farlo…

Prima di creare un team ricorda che…

…nel creare un team, la comunicazione è tutto!

Alcuni anni fa, subito dopo aver cominciato a lavorare da remoto, sono cominciati ad affiorare problemi a cascata: gli errori aumentavano, le scadenze continuavano a slittare, e io trascorrevo le giornate a risolvere problemi che sembravano nascere dal nulla mentre le mie priorità restavano indietro.

La cosa più frustrante era il fatto di non capire come mai la situazione mi stesse scivolando di mano. Pensavo che creare un team liberando I miei collaboratori da ogni vincolo spazio temporale tutto sarebbe andato per il meglio.

E invece, eccomi qui, a lavorare da dove desideravo, ma sempre incollata allo schermo.

Ogni volta che chiedevo al team le cause dei continui ritardi, le motivazioni sembravano più che plausibili e io cominciavo seriamente a pensare di esserne la vera causa… solo non capivo in che termini.

Ero forse troppo dura? O troppo buona? O forse avevo sottovalutato la complessità che creare un team da remoto avrebbe portato con se?

Poi un giorno mi sono imbattuta in un discorso di Steve Chandler intitolato Aspettative VS
Accordi
, che ha cambiato praticamente ogni cosa per me.

Scrive Chandler scrive: ‘’Gli esseri umani cercheranno di tenere la parola data se nata in un mutuo accordo condiviso. E quando chiedi a qualcuno che cosa puoi fare per aiutarlo a mantenere la promessa, potrebbero accadere cose meravigliose.’’

Quando la tua comunicazione si fonda su accordi dichiarati anziché su aspettative silenziose, la tua comunicazione si infonde di un NUOVO SENSO DI FIDUCIA da entrambe le parti. E capire le ragioni di un possibile ritardo diventa qualcosa che puoi fare addirittura prima che si verifichi.

Richiede un po’ di sforzo, soprattutto se non sei una persona che ama parlare, ma ti assicuro che ne vale la pena.


Facciamo un esempio per capire come funziona…

Immagina che sia mercoledì e all’improvviso salta fuori un imprevisto che si rivela cruciale per l’azienda.
Lanci la patata bollente in un’email o messaggio diretto e nervosamente scrivi al tuo assistente qualcosa come: ciao Mario, è appena successa questa cosa e non può essere rimandata. Deve essere fatta entro venerdì di questa settimana! Mario conferma che se ne occuperà, riluttante, dopotutto la sua agenda è già piena di scadenze.

Non ti dice nulla, perché non vuole deluderti o farti pensare che è un lavativo, e così cancella la cena romantica a sorpresa che aveva organizzato per sua moglie Alessandra. È l’unico modo per riuscire a consegnare tutto entro venerdì.

Dall’altra parte dello schermo, tu non cogli nulla. Ma visto che Mario ha accettato senza batter ciglio, ipotizzi che non sia un grosso problema. Forse non ha poi così tanto da fare, pensi tra te e te, magari gli mando qualcos’altro da finire.

Questa comunicazione si basa su aspettative puramente soggettive e difficilmente porterà a qualcosa di buono. Mario potrebbe non essere in grado di far fronte alle troppe scadenze, rallentando il lavoro di tutti e alimentando un clima di generale insoddisfazione e risentimento. Ma potrebbe anche decidere di andarsene senza apparente ragione, lasciando il resto del team in una situazione di stallo, oppure puoi scegliere una strada diversa, scrivendo a Mario: hey, è appena subentrato questo imprevisto che va gestito entro venerdì. Posso fare qualcosa per aiutarti a rispettare la scadenza?

Mario potrebbe rispondere: Posso farcela, ho solo bisogno di sapere se può andare bene spostare quest’altra scadenza alla prossima settimana.

Se la cosa va bene per te, risponderai: ottimo! Va bene! Abbiamo un accordo?
Se invece non è così, proporrai un’alternativa fino a quando non arriverete ad un comune accordo.

Riesci ad intuire quanto efficace questo semplice cambio di prospettiva può rivelarsi, quando applicato alla tua comunicazione quotidiana?

Non solo ti risparmia inutili conflitti tra le parti coinvolte, ma rende anche più facile individuare l’integrità di chi hai di fronte. Quando qualcuno non risponde alle tue aspettative, in fondo, è tutto molto soggettivo.

Chi non è stato chiaro?
Forse c’erano problemi personali di cui non eri a conoscenza?
Da dove è nato il fraintendimento?

Tutta una serie di domande aperte a cui è difficile rispondere a posteriori, anche perché ciascuno di noi avrebbe una propria opinione sulla situazione.

Ma quando qualcuno non rispetta più volte un accordo scritto e concordato insieme, diventa più
facile prendere anche le decisioni più difficili.


Questo approccio è applicabile ad ogni comunicazione, a prescindere da quale ruolo ricopri. Un accordo può essere definito tra colleghi, o con un cliente che deve pagare un servizio entro una certa data, o con il tuo capo se è un vero leader. Puoi provarlo anche in famiglia, nella comunicazione con il tuo partner o i tuoi figli; si tratti di riordinare la stanza o portare fuori la spazzatura. Immagina solo quante energie e tempo risparmiato senza malintesi e conflitti inutili.

Inserire gli ‘’accordi’’ all’interno di ogni tua comunicazione le trasformerà dall’interno, consentendoti di creare un team altamente performante!

Provare per credere 😉

Creare un team: quando, come e dove?

Delegare con successo (ossia senza ritrovarti a pensare: sarebbe stato meglio l’avessi fatto io) è possibile!
A condizione però che tu tenga a mente alcune accortezze imprescindibili.

Quelle che trovi condivise nella nuova puntata di ImpactGirl.

Preparati a scoprire:

  • 3 domande da farti per capire se è il tuo momento di delegare e creare un team
  • Come farlo senza perdere budget e tempo (per rifare il lavoro da zero)
  • Come scegliere a chi delegare (per evitare spiacevoli sorprese)
  • Dove trovare talenti validi a cui delegare (in questi portali abbiamo trovato dei gioielli)
  • La singola cosa da fare prima di delegare qualsiasi attività e creare un team (saltala e sei nei guai)


La puntata ti aspetta qui

Buon ascolto,
Ceci xx

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