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Insicurezza e Autostima: 6 domande per tornare ad avere fiducia in noi stesse

Insicurezza e Autostima: Perché Non Si Escludono a Vicenda

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Di una sola cosa possiamo essere sicure: che tutte siamo insicure! Mettiamocela via, non c’è niente da fare: l’insicurezza fa parte della vita. Certo, anche la stima di noi stesse deve far parte della nostra vita: entusiasmo e sicurezza fanno non possono mancare nelle nostre giornate! Ma due aspetti tanto diversi della nostra personalità come possono convivere senza cozzano l’uno con l’altro? Come possiamo coniugare insicurezza e autostima?

Le due cose non sono poi così in contrasto come si potrebbe pensare. Diciamo, anzi, che insicurezza e autostima, nella vita, si bilanciano. Hanno entrambe i loro scopi e hanno entrambe i loro spazi, e un eccesso dell’una o dell’altra rischia di crearci seri problemi!

È anche vero, però, che fra insicurezza e autostima quella che più spesso ci crea problemi è proprio l’insicurezza! Tutte sentiamo di soffrirne in un modo o nell’altro ben più di quanto non sentiamo di soffrire di un “eccesso” di autostima. Allora come possiamo spingere verso il centro l’ago della bilancia e riequilibrare la situazione?

Beh, porsi le giuste domande è, in generale un ottimo punto di partenza, e darsi delle buone risposte è un buon modo per intraprendere la strada giusta. Ecco 6 domande da porsi e risposte da darsi per riequilibrare insicurezza e autostima.

1 – Come ci comportiamo quando riceviamo un giudizio o un consiglio che non è stata richiesta?

Di giudizi e consigli non richiesti ne riceviamo ogni giorno. La pulsione a dare consigli, a esprimere la propria opinione è diffusissima, indipendentemente dal fatto che la persona che lo fa possa non avere tutti i numeri per poterlo fare!

Possiamo però prendere la cosa con filosofia, e pensare che possiamo trarre qualcosa di utile anche dai consigli non richiesti!

Un ottimo spunto per bilanciare insicurezza e autostima è filtrare la parte costruttiva, il succo di quello che ci dicono gli altri. Un buon modo per farlo è chiedere loro delle referenze pratiche di quello che ci stanno dicendo.

Ad esempio, mettiamo che ci rimandino il fatto di essere una persona molto aggressiva. Se questa cosa non ci torna dobbiamo pensare, prima di tutto, che gli altri non interpretano quello che gli succede intorno come lo interpretiamo noi.

A quel punto possiamo chiedere cosa abbiamo fatto per farli arrivare a questa convinzione. Perché pensano così. Questo può portare le persona che ci danno quell’input a ripensare il percorso che li ha portati a quella convinzione e cambiare opinione.

In caso contrario, può essere che ci facciano riflettere su quello che siamo, sul nostro atteggiamento.

L’ultimo passaggio è chiedere ad altri la confermano quello che ci è stato detto. Rivolgiamoci a persone fidate come i familiari o gli amici, che ci vogliano bene. Se loro confermano o rielaborano abbiamo la possibilità di capire delle sfumature del nostro carattere che magari non avevamo considerato.

2 – Come posso identificare la fonte di una determinata insicurezza?

Dietro i nostri comportamenti ci sono determinate strutture di riferimento, pensieri specifici che raggruppiamo all’interno di convinzioni di riferimento. Queste possono essere più o meno funzionali per la nostra vita, ma come si creano?

Possono essere ereditate, ossia assorbite dallo stile di vita della nostra famiglia, oppure le possiamo creare, nel corso della nostra vita e sulla base delle nostre esperienze.

Alla base dei nostri comportamenti, quindi, ci sono le nostre convinzioni. Se non sono funzionali, anche i nostri comportamenti saranno poco funzionali, quindi in linea di massima dietro a un comportamento limitante c’è una convinzione limitante.

Detto questo, ognuno di noi ha la propria storia di vita. Quel che può essere utile fare è ripensare alla propria vita, ai nostri modelli, alle persone e alle situazioni in cui ci siamo formati e ispirati, e cercare di capire da chi o da cosa abbiamo tratto quelle insicurezze.

3 – Come posso diventare più sicura nel tempo?

La prima cosa da fare è un cambio di prospettiva: metterti nell’ordine di idee di tirar fuori la donna che sei veramente e lasciarla libera di vivere nel mondo.

Il segreto è essere autentica, non aver paura della tua personalità: la base dell’insicurezza è il confronto con gli altri, con quelli che pensiamo possano essere migliori di noi o fare meglio. Soprattutto sul lavoro questa dinamica è il pane quotidiano dell’insicura, tanto che molte sviluppano addirittura la sindrome dell’impostore!

Il fatto è che siamo tutte diverse, e ci sarà sempre qualcuno più avanti di noi. Poi ci sei tu, nel punto esatto in cui ti devi trovare, in evoluzione, in cammino. Questo vale per tutte.

Il segreto, che poi un segreto non è, è quello di guardare ai progressi che stiamo facendo ed esserne soddisfatti, diventare consapevoli che c’è sempre spazio per crescere e migliorare… e permetterci di farlo!

Darci fiducia, sostenerci, e incoraggiarci a crescere!

Un esercizio utile, da fare con cadenza quotidiana, può essere impegnarci a fare qualcosa che ci ha sempre reso insicure. Guidare, per esempio, se non ci sentiamo sicure al volante: cominciare con piccoli percorsi e prendere sempre più confidenza: piano a piano le insicurezze si superano!

4 – Come evitiamo che le insicurezze si trasformino in ansia paralizzante?

Il nostro focus è il lavoro, la nostra progettualità e la crescita sia personale che professionale. In questo senso, qualche piccola insicurezza che ci instilli un dubbio e ci spinga a essere più attente può essere davvero utile, ma non c’è nulla di peggio dell’ansia per bloccare ogni nostro sforzo sul nascere.

Un vago timore di poter fallire si trasforma nella certezza del disastro, tanto da impedirci persino di pianificare attività che potrebbero essere essenziali per il nostro lavoro! Scoraggiarci totalmente rispetto alle sfide che quotidianamente dobbiamo affrontare.

Quel che possiamo fare, per cominciare a ridimensionare le nostre insicurezze, è cominciare a capire come funziona il meccanismo che le alimenta. Si tratta della nostra mente, che ci mette in guardia riguardo al fatto che non siamo in grado di fare qualcosa, che potremmo correre dei rischi, che falliremo.

Sono solo voci, però… voci dentro la nostra testa che non corrispondono necessariamente al vero, ma che ci impediscono di fare qualcosa che ci farebbe crescere, che ci aiuterebbe!

Dunque come possiamo spezzare questo meccanismo?

Innanzitutto agendo in direzione di quello che ci fa paura. Nel momento in cui agiamo quella paura cominciamo a conoscerla, e conoscendola ci rendiamo conto che non è poi niente di che!

Per renderci conto che tutto sommato sono sciocchezze, basta prendere confidenza e farla diventare qualcosa di normale!

Un esercizio utile, da fare con cadenza quotidiana, può essere impegnarci a fare qualcosa che ci ha sempre reso insicure. Guidare, per esempio, se non ci sentiamo sicuri al volante: cominciare con piccoli percorsi e prendere sempre più confidenza: piano a piano le insicurezze si superano!

5 – Come possiamo gestire il desiderio di sentirci apprezzati dagli altri?

L’essere umano è un animale sociale, quindi il desiderio di essere apprezzati dagli altri non è negativo. Non sostituisce nemmeno la capacità di bastare a sé stessi: semplicemente possiamo essere consapevoli del nostro valore indipendentemente da quello che gli altri ci dicono.

Quello che puoi fare, a fine giornata, è riconoscere a te stessa tre cose che hai fatto con efficacia, tre piccoli ostacoli che hai superato. Aver tenuto testa a una situazione difficile, aver saputo consigliare un’amica con affetto e ragionevolezza, aver lavorato con efficacia e slancio. Diventa la principale tifosa di noi stessi!

A quel punto, se qualcuno ci offrirà il suo feedback positivo ben venga, ma sarà qualcosa di più: un piccolo regalo!

6 – Come lavoriamo sull’insicurezza fisica?

Chiudiamo con una delle insicurezze più pesanti, quella legata al nostro corpo.

Possiamo pensare che la considerazione del nostro corpo non abbia nulla a che vedere con l’ambiente lavorativo, ma non è così. Sentirci giudicate fisicamente può farci sentire talmente sotto i riflettori da modificare il nostro modo di gestire i rapporti con i nostri collaboratori o i nostri clienti. Si tratta di un fattore di insicurezza potentissimo, che modifica il nostro livello di confidenza in ogni campo, persino in quello lavorativo.

Bilanciare insicurezza e autostima nella considerazione del nostro corpo è davvero importante.

Pensa a un bravo attore: potrà essere disumanamente sexy in un ruolo, e risultare persino sgradevole in un altro. Questa è la meraviglia del mestiere dell’attore, ma se ci pensiamo un attimo ci rendiamo subito conto che nella nostra vita, per parafrasare Shakespeare, siamo tutte attrici che recitano il ruolo di noi stesse!

Quel che fa la differenza non è il corpo di per sé: i canoni estetici che definiscono la bellezza non hanno fatto che cambiare da quando esiste l’essere umano. Quel che non ha canoni è l’energia, la bellezza interiore, la bellezza spirituale, la sensibilità, l’apertura umana. Quando riusciamo a mettere in luce questi elementi, il nostro intero corpo risplende!

Essere insicure non è una malattia, anzi può essere un ottimo trampolino di lancio!

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